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..dalla tradizione del salento

“Sona ca n’cè l’aria” – AriaFriscA 2006

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Sona ca n'cè l'aria - AriaFriscAUn doppio CD degli AriaFriscA, che raccoglie il vasto repertorio sviluppato dal gruppo negli ultimi due anni.
Si tratta di un’opera composita che riprende in forme diverse la musica popolare di tradizione salentina, dalla rievocazione delle pizziche, alla polifonia del canto (i tradizionali “canti alla stisa”), fino alle personali rielaborazioni e ai brani inediti composti sull’impronta della tradizione.

Sona ca nc’è l’aria” propone un gruppo di brani sviluppati intorno al ritmo della “pizzica”, con personali interpretazioni volte ad esprimere sia la componente “terapeutica” delle tradizionali pizziche-tarantate (Rimorso, Mamma mara), sia le emozioni della “festa” (“Sona ca nc’è l’aria”, Pizzica tu Minu, Pizzica tu Tore, Pè sempre).

Alle pizziche e alle tarantelle riprese dalla tradizione è dedicato il concerto dell’8 giugno che si svolgerà nell’accogliente Piazza Caduti, con i balli, le ronde, le stornellate, i tamburelli e il gusto di ritrovarsi per vivere insieme le calde emozioni della musica e della danza salentina.

Un CD sulla poesia, la libertà e l’armonia del canto salentino

Sona ca nc’è l’aria” non è solo un “cd di pizzica”, bensì un contributo alla diffusione e alla valorizzazione della poesia, la libertà e l’armonia dei canti che fanno parte della tradizione del Salento.

La poesia…
…gustare la poesia della musica tradizionale salentina significa provare ad entrare “dentro” il vissuto e l’immaginario delle donne e degli uomini la cui storia ha “creato” i canti che ci sono stati tramandati dalla memoria collettiva. La poesia dei canti di tradizione salentina racconta di “mali antichi”, ancora oggi presenti in altre forme o che potrebbero ritornare: l’arroganza sicura dei potenti e la riverenza timorosa dei “sottomessi”, la subalternità della donna e il senso di supremazia dell’uomo, gli “strappi” provocati delle partenze di guerra o di lavoro, i divieti sociali imposti alla libertà di amare, il malessere interiore di cui nessuno si accorge, le violenze e le ingiustizie taciute, quei tipi di lavoro che “consumano” il corpo e lo spirito, la paura di un futuro con magre prospettive o il grigio senso di rassegnazione….

Questo ed altro fa parte della storia collettiva e dei vissuti individuali raccontati in musica e poesia dai canti tradizionali i quali, tuttavia, sono portatori anche di un ricco patrimonio di “bellezza”: il fascino della polivocalità, la capacità di improvvisazione, la “libertà” di “rivestire di sé” un canto, la capacità di creare e usare metafore profonde e sorprendenti, l’originalità di melodie uniche, la forza del sentimento “vero” contro ogni divieto “artificioso”, il senso di ribellione alle ingiustizie, l’umorismo con cui affrontare le peripezie della vita…

La libertà…
…. i canti e le “pizziche” della tradizione salentina hanno nel loro DNA quella libertà di interpretare in modo diverso melodie, testi e ritmi che un tempo “vagabondavano” da un luogo all’altro e si trasformavano, si arricchivano di nuove parole, si perfezionavano nella loro espressione poetica, si coloravano di nuovi accenti, si rivestivano di nuovi “vissuti” e nuove varianti melodiche ed esecutive: la musica “viaggiava” e si nutriva dell’originale esperienza di vita di persone, tempi e luoghi diversi, diventando un libro aperto, un’opera “collettiva”, una creazione di molti. D’altronde, non c’era un modo, diciamo, “ufficiale” per eseguire un canto: uno stesso cantore poteva eseguirlo diversamente in momenti diversi, anche variando le strofe durante una stessa esecuzione, spesso con una capacità di improvvisare parole e melodie nuove. Si capisce, quindi, che la ricchezza di un canto e, quindi, il suo complesso DNA, può venire fuori dal confronto tra versioni raccolte in luoghi e tempi diversi, attingendo alle pubblicazioni già in circolazione e contando sul confronto tra i ricercatori.

L’armonia….
…. il canto tradizionale salentino, tuttavia, non è solo espressione dell’individuo e del suo estro creativo, ma è anche un “luogo di incontro” tra più voci, dove ciascuna voce ha un ruolo diverso e a sua volta cangiante, ma con una tensione continua a creare un’ “armonia” dell’insieme. Oltre alla voce principale, quindi, il controcanto (o controvoce) che la accompagna armonicamente ma con una tessitura di note più ricca ed elaborata; il basso, invece, dà profondità all’insieme e scandisce il passaggio tra gli accordi; e poi la “paravoce” o “finta”, la quale spazia in libertà tra il canto, il controcanto e i bassi, ricalcando ora l’uno ora l’altro, usualmente su registri più alti, a volte inventando nuovi intrecci con cui tenere il tutto più unito o nuove linee melodiche capaci di dare all’insieme più movimento.

DISCO 1 DISCO 2
01 Quantu me pari beddha te luntanu
02 Pizzica “E canta beddha mia”
03 Allecri caruseddhi
04 U pulice
05 Maria Nicola
06 Pizzica tu Tore
07 Pizzica “Ballamu tutti doi”
08 Ferma zitella
09 A mamma mara
10 A zita dispiettusa
11 Rimorso
12 Lu Santu lu…
13 Moretto
14 Oh rondinella ci…
15 Sona ca nc’é l’aria
01 Fimmine fimmine
02 Quannu te lavi a facce
03 Ninella de Calimera
04 Le tre sorelle
05 Accomi j’èja fà p’amà ‘sta donne
06 Resta ‘ncora
07 Pè sempre
08 Turtura ‘lla caggia
09 U trainieri e lu surdatu
10 Mesciu
11 Kalinifta
12 Sutt’acqua e sutta jentu navigamu
13 Pizzica tu Minu
14 Pizzica di Cosimino

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Autore: Mauro De Filippis

Laureato in Ingegneria Informatica nel 2008 presso l’ Università del Salento, Appassionato di Musica e di Musica Popolare, sono tra i fondatori del Gruppo Musicale e vicepresidente dell'Associazione Culturale AriaFriscA per oltre 15 anni impegnata nella rielaborazione e riproposizione della tradizione musicale Salentina. Studio Fisarmonica, adoro strimpellare gli strumenti della tradizione Celtica quali Thin e Low Whistle. Attualmente in forza al gruppo di musica popolare Salentina Tammurria Per contattarmi potete usare la mail info_AT_ stornellisalentini.com Mi trovate anche su : Google+ by Mauro De Filippis Youtube by Mauro De Filippis

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