Di seguito la Premiere su Youtube della presentazione dell’ultimo lavoro del più longevo gruppo di riproposizione della musica tradizionale Salentina “Canzoniere Grecanico Salentino” – Meridiana.
Frunte de luna è un Cd di Enza Pagliara realizzato per AnimaMundi nel 2009. Si tratta di un mix di brani della tradizione popolare e arie musicali inedite.
Il disco si apre con la tradizionale Pizzica di Galatone che apre la strada ad un percorso in cui le parole e i suoni si rincorrono, si sorpassano e diventano misteriosamente armonia perfetta.
Seguono così la delicatissima Pizzicatila, la trascinante Vole e Vole, la travolgente crescendo de la Pizzica di Torchiarolo, Cu Ti Lu Dissi dal repertorio di Rosa Balestrieri e Otello Profazio e Fior Di Tutti I Fiori, brano comune a tutte le varie tradizioni musicali del centro-sud. Il vertice del disco è rappresentato molto bene da due struggenti canti d’amore Malachianta e la conclusiva Oh Che Tormento, che fanno emergere a pieno il lato passionale della splendida voce di Enza Pagliara. Frunte De Luna, è senza dubbio insieme a Donna De Coppe uno degli esempi più limpidi di come la tradizione può trovare una seconda e nuova vita, se solo approcciata con passione e amore, doti che ad Enza Pagliara non mancano certamente (folkbullettin.com).
“Nella sua voce c’è la terra, le ferite della storia, la dolcezza delle passioni, l’orgoglio stupendo delle illusioni, il bruciore di tutte le occasioni perdute. C’è la pizzica che ossessiona, o che guarisce, o che arrovella. In questa voce ci sono le paure e gli stupori. Ci sono le fedi e le superstizioni (Antonio Errico)”
Di seguito un video con l’interpretazione di Malachianta un fascinoso brano appartenente alla tradizione musicale salentina, anche se alcuni lo attribuiscono alla penna di Rina Durante, scrittrice, intellettuale e fondatrice del Canzoniere Grecanico Salentino. Nella interpretazione di Enza Pagliara e del suo ensemble, la canzone acquisisce un tono romantico, grazie agli arrangiamenti raffinati e alla voce della cantante che qui raggiunge una forza emotiva commovente, per alcuni aspetti simile alle più belle voci del fado portoghese.
Musicisti Antongiulio Galeandro (fisarmonica) Gianluca Longo (mandola) Redi Hasa (Violoncello) Adolfo La Volpe (chitarra portoghese) Giuseppe Spedicato (basso acustico) Antonio Esperti (clarinetto) Attilio Turrisi (chitarra battente) Valerio Daniele (chitarra acustica) Vito De Lorenzi (tamburello e percussioni) Gianluca Paglialunga (tamburello) Claudio Pusterla (tamburello) Laura Nascosto (cucchiai).
Molto spesso si approfitta dei periodi di ferie, per rilassarsi e leggere qualcosa. Nel mio caso, ne ho approfittato per dare uno sguardo ad un libro che avevo acquistato un pò di tempo fa ma che era rimasto sullo scaffale.
In realtà si tratta di una raccolta di fotografie con alcuni interventi in prefazione, quindi qualcosa di abbastanza leggero, a cui dare una sbirciata anche in spiaggia sotto l’ombrellone.
Approfitto del fatto di essere finalmente riuscito a comprare questo disco ad un prezzo ragionevole per parlarne un pò.
Anzitutto specifico che si tratta del disco, perchè online è disponibile ormai da tempo la versione digitale (Canti di Terra D’otranto e della grecia Salentina su store online) che permette l’ascolto su tutti i dispositivi, ma le versione “analogica” ovviamente..è tutta un’altra sensazione.
Canti di Terra d’Otranto e della Grecia Salentina oltre ad essere il primo album del Canzoniere Grecanico Salentino è ufficialmente il primo disco di riproposta di un gruppo salentino.
Si tratta di un vinile realizzato per la Fonit Cetra e ristampato dalla Warner curato da Rina Durante.
Questo ulteriore lavoro su Martano vuole solo essere un omaggio alla legittima esigenza di Cosimino e gli altri di essere protagonisti e alla loro ricerca di esserci nella storia. È dedicato anche a tutti coloro che in questi periodi, molto confusi, credono che i cantori siano proprietà personale o pensano che non cantano più. Certo forse nei canti registrati oggi manca qualche “voce” qualche sfumatura estetica.
“Bona Crianza” è una bella raccolta di Enza Pagliara. Si tratta del terzo disco di una delle voci più importanti della penisola salentina.
Presenti in questo disco il fisarmonicista e compositore Antongiulio Galeandro (qui anche autore di alcune delle musiche, arrangiatore e direttore musicale) e il mandolinista e chitarrista Gianluca Longo presenti anche nei precedenti progetti della Pagliara ai quali si aggiungono Redi Hasa al violoncello alcuni arrangiamenti e un gruppo di strumenti a fiato e percussioni presi in prestito dalla Fanfara Populara che portano le sonorità tipiche delle bande del sud Italia richiamano lo stile festoso.
Dopo anni di collaborazioni con i gruppi più importanti della riproposta e della world music salentina, come Officina Zoé, Canzoniere Grecanico Salentino, Salentorkestra e Orchestra Notte della Taranta, Giancarlo Paglialunga esordisce con il suo album solista, intepretando canti tradizionali del Salento e dedicandoli ai cantori e ai musicisti scomparsi da cui ha appreso l’arte della parola musicale: Uccio Aloisi, Pino Zimba, Uccio Bandello, i cantori gallipolini, Bruno Petrachi.
Questo lavoro, che si compone di un libretto e un CD audio, vuole essere un omaggio alla memoria di Uccio Aloisi, una delle personalità più emblematiche della cultura popolare salentina.
Riflessioni e ricordi di chi a vario titolo ha conosciuto e frequentato Uccio s’intrecciano e tessono il profilo umano e artistico del grande cantore, del maestro senza cattedra, “l’ultimo depositario di un alfabeto popolare fatto di tamburelli e canti d’amore, che ha messo a disposizione la sua sapienza, per accompagnarci qui, sotto il palco aperto di un Salento postmoderno” (Milena Magnani).
Dario si fa cantastorie e usa la voce e il canto, strumento di socializzazione riconosciuto della tradizione orale salentina, per raccontare gli scenari in cui versa il Sud, le condizioni dei migranti, il razzismo e l’intolleranza, il peso delle politiche ingiuste nella distribuzione della ricchezza e delle risorse.
L’ho comprato da poco anche se è un titolo ormai datato.
Il CD, Le pizziche tarantate di Luigi Stifani, a cura di Ruggiero Inchingolo, è uno strumento di fondamentale importanza per poter seguire le trascrizioni riportate nel libro summenzionato, attraverso l’ascolto delle registrazioni sonore, oltre ad essere un mezzo indispensabile per chi vuole approcciarsi con coscienza e rispetto al repertorio di queste musiche.
“Ci balla cu la zappa nu more mai, ca lu sudore ntra la terra scusa li peccati d'amore.”