Li turnisi
Usata in
..Quannu era zitu ieu, tuttu turnisi,
mò ca m’aggio spusatu su rimastu senza causi
oppure ancora in
E lu sule calau li risi
mena patrunu damme li turnisi.
E’ abbastanza noto il significato.
Sia nei canti, e sia nel comune parlato, a volte si incontrano dei termini di cui non si capisce o ormai non si ricorda più , la provenienza. In questa categoria vengono visti e spiegati.
Usata in
..Quannu era zitu ieu, tuttu turnisi,
mò ca m’aggio spusatu su rimastu senza causi
oppure ancora in
E lu sule calau li risi
mena patrunu damme li turnisi.
E’ abbastanza noto il significato.
Chi nel salento non ha mai usato, o per lo meno sentito usare il termine “Fritti“, o “Frittare” per indicare rispettivamente la bottiglietta di insetticida e il gesto stesso di utilizzare la bomboletta di una qualsiasi marca di insetticida.
Con il termine Fritti infatti si intende proprio l’insetticida mentre il verbo Frittare indica appunto il gesto di disperdere l’insetticida nell’aria.
I termini di oggi sono presi tutti da un canto molto famoso, Fimmine Fimmine, un canto di lavoro e di denuncia delle condizioni delle “tabacchine” e delle condizioni di lavoro delle donne in generale.
La lavorazione del tabacco era fondamentalmente compito delle donne, il lavoro era in gran parte manuale e per la foglia del tabacco c’era bisogno di mani esperte, veloci, abili e fini, come quelle delle donne e spesso anche dei bambini.
Le foglie raccolte venivano trasportate in dei teli chiusi a “fagottino” detti “mante” e “cucite” insieme fino a costituire delle “collane” della lunghezza di circa un metro. Così organizzati venivano poste su delle strutture di legno per la fase successiva.
In molte delle pizziche cantate nelle ronde si sente spesso la frase
“Nazzu nazzu nazzu la paparina cu lu lapazzu
ca senza lu lapazzu la paparina ci me lu fazzu”
che grossolanamente vuol dire
“Nazzu nazzu nazzu la paparina con il lapazzu
senza lapazzu cosa me ne faccio della paparina“
oppure ancora
“la mamma la cucina lu lapazzu e la paparina“
abbastanza comprensibile.
Da oggi sul sito sarà presente una nuova categoria di articoli.
Sia nei canti, e sia nel comune parlato, a volte si incontrano dei termini di cui non si capisce la provenienza.
Molto spesso si tratta di parole che derivano da altre lingue, altre volte invece si tratta di parole che derivano dall’uso comune di oggetti, o da gesti, o da attività che magari oggi non ci sono più.
Rimangono però i termini che a volte sembrano senza senso. In questa categoria cercheremo di capire il perché di molti termini.
Ovviamente non essendo un professore ne avendo un’età tale da ricordare parole ormai in disuso, cercherò di postare solo cose di cui sono sicuro e accetto qualsiasi indicazione e suggerimento.
“Ci balla cu la zappa nu more mai, ca lu sudore ntra la terra scusa li peccati d'amore.”
ANTICO DETTO DEI TERRAZZANI