La barca di Roma
E’ arrivata la barca di roma
accompagnata da due barchette
mi sento dire di tutta la gente
la prima amor è partita per mar
E’ arrivata la barca di roma
accompagnata da due barchette
mi sento dire di tutta la gente
la prima amor è partita per mar

Aramirè nasce alla fine dell’estate del ’96, ma può vantare radici robustissime che affondano nel lavoro del Canzoniere di terra d’Otranto, nato nel 1989, primo fra i gruppi salentini a produrre nel 1994 un CD di musica salentina : Bassa Musica; inoltre trova fonte d’ispirazione per la sua attività di sempre dallo studio di ritmi e melodie tradizionali.
Sutt’acqua e sutta ientu navigamu
e sutta fundu nata lu derfinu
Mamma la rondinella mamma la rondina
mamma la rondinella gira e vota e se ne va
La Strina è uno dei canti religiosi-pagani e di questua più complessi e completi che si riconosca nel Salento e nella Grecìa salentina
E’ un canto rituale di questua appartenente al ciclo dei canti relativi al periodo Natale/Epifania. In questo periodo di relativa tranquillità per il lavoro dei campi, alcuni contadini, nel Salento, si riunivano in gruppo quasi sempre di cinque e andavano di masseria in masseria, di paese in paese, processionalmente, a cantare nei pressi delle case signorili e padronali la nascita di Gesù e l’arrivo dei Re Magi con i doni: la strina quindi, la strenna. Doni che alla fine del canto gli stessi cantori poi pretendevano dagli ascoltatori, in cambio di auguri. La strina era eseguita generalmente da una o due persone accompagnate da un’orchestrina di strumenti: organetto, cupa-cupa (specie di putipù napoletano a Corigliano chiamato anche zampogna), violino a sonagli, tamburello e triangolo. (Archivio Sonoro)
E’ particolarmente importante nell’ambito delle tradizioni popolari legate alle festività natalizie. Intere compagnie di musici si spostavano durante le feste di Natale e Capodanno, fino all’epifania, da un casolare all’altro, di masseria in masseria, a portare la notizia della nascita di Cristo ed anche per avere qualche provvista in cambio.
Na sira ieu passai te li patuli,
e ‘ntisi le cranocchiule cantare.
A una una ieu le sintia cantare,
ca me pariane u rusciu te lu mare.
Ieri sira scij a casa,
casa la mia signora
e ieu la trovai lu lettu
ca stia dormendo sola.
“La strada delle rose“ è inteso come il proseguimento di un percorso che dura già da anni. Un percorso musicale che ci ha portato a riscoprire melodie e sonorità di tempi passati e di scoprirne e crearne di nuove. In questo CD abbiamo cercato di fondere molte delle esperienze che nel corso della nostra attività artistica abbiamo raccolto, cercando in questo modo di arricchire quel repertorio tradizionale, autentico patrimonio musicale di tempi ormai quasi dimenticati.
“Ci balla cu la zappa nu more mai, ca lu sudore ntra la terra scusa li peccati d'amore.”
ANTICO DETTO DEI TERRAZZANI