La strina
La Strina è uno dei canti religiosi-pagani e di questua più complessi e completi che si riconosca nel Salento e nella Grecìa salentina
E’ un canto rituale di questua appartenente al ciclo dei canti relativi al periodo Natale/Epifania. In questo periodo di relativa tranquillità per il lavoro dei campi, alcuni contadini, nel Salento, si riunivano in gruppo quasi sempre di cinque e andavano di masseria in masseria, di paese in paese, processionalmente, a cantare nei pressi delle case signorili e padronali la nascita di Gesù e l’arrivo dei Re Magi con i doni: la strina quindi, la strenna. Doni che alla fine del canto gli stessi cantori poi pretendevano dagli ascoltatori, in cambio di auguri. La strina era eseguita generalmente da una o due persone accompagnate da un’orchestrina di strumenti: organetto, cupa-cupa (specie di putipù napoletano a Corigliano chiamato anche zampogna), violino a sonagli, tamburello e triangolo. (Archivio Sonoro)
E’ particolarmente importante nell’ambito delle tradizioni popolari legate alle festività natalizie. Intere compagnie di musici si spostavano durante le feste di Natale e Capodanno, fino all’epifania, da un casolare all’altro, di masseria in masseria, a portare la notizia della nascita di Cristo ed anche per avere qualche provvista in cambio.