Di seguito la Premiere su Youtube della presentazione dell’ultimo lavoro del più longevo gruppo di riproposizione della musica tradizionale Salentina “Canzoniere Grecanico Salentino” – Meridiana.
Condivido in questo post un’interessante intervista a Luigi Chiriatti fatta sul canale PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL qualche mese fa, in cui si parla di tarantismo e neotarantismo.
Mieru, mieru mieru llallà…Quanti culuri me fasci cangia’
è una delle strofe più conosciute e fa parte di una delle canzoni salentine che vengono intonate in feste, ritrovi e in qualsiasi occasione in cui ci sia qualcosa da brindare.
Nel dialetto salentino la parola Mieru indica il vino. Ma perchè? da cosa deriva?
Per esorcizzare questo periodo di quarantena, l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta , così come hanno fatti molti altri artisti in tutto il mondo si cimenta in un video musicale in cui tutti i componenti fanno la loro parte “a distanza”.
Frunte de luna è un Cd di Enza Pagliara realizzato per AnimaMundi nel 2009. Si tratta di un mix di brani della tradizione popolare e arie musicali inedite.
Il disco si apre con la tradizionale Pizzica di Galatone che apre la strada ad un percorso in cui le parole e i suoni si rincorrono, si sorpassano e diventano misteriosamente armonia perfetta.
Seguono così la delicatissima Pizzicatila, la trascinante Vole e Vole, la travolgente crescendo de la Pizzica di Torchiarolo, Cu Ti Lu Dissi dal repertorio di Rosa Balestrieri e Otello Profazio e Fior Di Tutti I Fiori, brano comune a tutte le varie tradizioni musicali del centro-sud. Il vertice del disco è rappresentato molto bene da due struggenti canti d’amore Malachianta e la conclusiva Oh Che Tormento, che fanno emergere a pieno il lato passionale della splendida voce di Enza Pagliara. Frunte De Luna, è senza dubbio insieme a Donna De Coppe uno degli esempi più limpidi di come la tradizione può trovare una seconda e nuova vita, se solo approcciata con passione e amore, doti che ad Enza Pagliara non mancano certamente (folkbullettin.com).
“Nella sua voce c’è la terra, le ferite della storia, la dolcezza delle passioni, l’orgoglio stupendo delle illusioni, il bruciore di tutte le occasioni perdute. C’è la pizzica che ossessiona, o che guarisce, o che arrovella. In questa voce ci sono le paure e gli stupori. Ci sono le fedi e le superstizioni (Antonio Errico)”
Di seguito un video con l’interpretazione di Malachianta un fascinoso brano appartenente alla tradizione musicale salentina, anche se alcuni lo attribuiscono alla penna di Rina Durante, scrittrice, intellettuale e fondatrice del Canzoniere Grecanico Salentino. Nella interpretazione di Enza Pagliara e del suo ensemble, la canzone acquisisce un tono romantico, grazie agli arrangiamenti raffinati e alla voce della cantante che qui raggiunge una forza emotiva commovente, per alcuni aspetti simile alle più belle voci del fado portoghese.
Musicisti Antongiulio Galeandro (fisarmonica) Gianluca Longo (mandola) Redi Hasa (Violoncello) Adolfo La Volpe (chitarra portoghese) Giuseppe Spedicato (basso acustico) Antonio Esperti (clarinetto) Attilio Turrisi (chitarra battente) Valerio Daniele (chitarra acustica) Vito De Lorenzi (tamburello e percussioni) Gianluca Paglialunga (tamburello) Claudio Pusterla (tamburello) Laura Nascosto (cucchiai).
Questo come si intuisce facilmente, non è un brano salentino. In realtà non è neanche italiano ma proviene dalla tradizione irlandese.
Lo cito in questo blog perchè è stato interpretato e rivisitato dal gruppo AriaFriscA.
Il brano presente come bonus track nell’album “La strada delle Rose” del 2009 è stato utilizzato come colonna sonora del cortometraggio “Fimmine Fimmine” di Michele di Lonardo.