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..dalla tradizione del salento

Settembre 29, 2019
di Mauro De Filippis
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La tabaccara

Sta sonane le sette,
tutte allu magazzinu
cu lu scarpinu lucidu,
lu solitu passettinu.
Oilì, oilì, oilà,
ota ca gira la tabaccà.

E alle sette e dieci
è sciuta l’operaia:
se vota lu portinaru
ca è già passatu l’orariu.
Oilì, oilì, oilà,
ota ca gira la tabaccà.

Ci ‘zzamu moi de notte
cujimu lu tabaccu
tuttu lu giurnu nfilamu
senza guadagnamu na lira.
Oilì, oilì, oilà,
ota ca gira la tabaccà.

Ci ete sta maestra
mo de stu magazzinu
Cacciatila ddhra fore,
vascia coja petrusinu.
Oilì, oilì, oilà,
vota ca gira la tabaccà.

Ci ete sta maestra,
risponde lu Garzia
mandatila dha fore,
vascia coja cignu e lissia
Oilì, oilì, oilà,
ota ca gira la tabaccà.

La traduzione letterale del brano è la seguente

La tabacchina

Suonano già le sette,
tutte al magazzino
con la scarpetta lucida,
il solito passettino
oilà oilà oilà
gira e volta la tabacchina.

L’operaia è andata
alle sette e dieci
e il portinaio le dice
che è già passato l’orario
oilà oilà oilà
gira e volta la tabacchina.

Ci alziamo di notte
per raccogliere il tabacco
per tutto il giorno lo infilano
senza guadagnare una lira
oilà oilà oilà
gira e volta la tabacchina.

Chi è questa maestra
di questo magazzino
mandatela fuori,
a raccogliere prezzemolo
oilà oilà oilà
gira e volta la tabacchina.

Chi è questa maestra,
risponde Garzia
mandatela fuori,
a raccogliere cenere e liscivia
oilà oilà oilà
gira e volta la tabacchina

La Tabaccara è uno dei più conosciuti tra i canti di lavoro tradizionali salentini. Cantato con un tempo di valzer contiene una serie di strofe dedicate al lavoro delle tabacchine.

Si tratta di un canto  reso celebre nell’interpretazione dello storico gruppo de Li Ucci nel disco del 1999 intitolato “Buonasera a quista casa. Pizziche, stornelli e canti salentini” e ripreso dagli Aramiré nel disco “Mazzate Pesanti” del 2004.

Quello de “la tabaccara” o “tabacchina” è un mestiere ormai scomparso ma nel dopoguerra era l’occupazione di moltissime donne che avevano la fortuna di lavorare in paese e non nei campi.

Era ritenuto un lavoro privilegiato ma le condizioni erano durissime perché le tabacchine venivano controllate continuamente dalla sguardo di una maestra, a volte vera e propria aguzzina.

Il luogo in cui lavoravano si chiamava fabbrica. Era insalubre e chiuso da sbarre, come la galera. Ma le nostre donne riuscivano, per sopravvivere, anche a ridere e fare satira” (Archivio sonoro della Puglia, Fondo Montinaro)

Alcune delle intepretazioni più significative

Enza Pagliara Frunte de luna 2009

Settembre 25, 2019
di Mauro De Filippis
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Frunte de Luna – Enza Pagliara – 2009

Frunte de luna è un Cd di Enza Pagliara realizzato per AnimaMundi nel 2009.
Si tratta di un mix di brani della tradizione popolare e arie musicali inedite.

Il disco si apre con la tradizionale Pizzica di Galatone che apre la strada ad un percorso in cui le parole e i suoni si rincorrono, si sorpassano e diventano misteriosamente armonia perfetta.

Seguono così la delicatissima Pizzicatila, la trascinante Vole e Vole, la travolgente crescendo de la Pizzica di Torchiarolo, Cu Ti Lu Dissi dal repertorio di Rosa Balestrieri e Otello Profazio e Fior Di Tutti I Fiori, brano comune a tutte le varie tradizioni musicali del centro-sud.  Il vertice del disco è rappresentato molto bene da due struggenti canti d’amore Malachianta e la conclusiva Oh Che Tormento, che fanno emergere a pieno il lato passionale della splendida voce di Enza Pagliara. Frunte De Luna, è senza dubbio insieme a Donna De Coppe uno degli esempi più limpidi di come la tradizione può trovare una seconda e nuova vita, se solo approcciata con passione e amore, doti che ad Enza Pagliara non mancano certamente (folkbullettin.com).

“Nella sua voce c’è la terra, le ferite della storia, la dolcezza delle passioni, l’orgoglio stupendo delle illusioni, il bruciore di tutte le occasioni perdute. C’è la pizzica che ossessiona, o che guarisce, o che arrovella. In questa voce ci sono le paure e gli stupori. Ci sono le fedi e le superstizioni (Antonio Errico)”

Di seguito un video con l’interpretazione di Malachianta un fascinoso brano appartenente alla tradizione musicale salentina, anche se alcuni lo attribuiscono alla penna di Rina Durante, scrittrice, intellettuale e fondatrice del Canzoniere Grecanico Salentino. Nella interpretazione di Enza Pagliara e del suo ensemble, la canzone acquisisce un tono romantico, grazie agli arrangiamenti raffinati e alla voce della cantante che qui raggiunge una forza emotiva commovente, per alcuni aspetti simile alle più belle voci del fado portoghese.

Musicisti
Antongiulio Galeandro (fisarmonica)
Gianluca Longo (mandola)
Redi Hasa (Violoncello)
Adolfo La Volpe (chitarra portoghese)
Giuseppe Spedicato (basso acustico)
Antonio Esperti (clarinetto)
Attilio Turrisi (chitarra battente)
Valerio Daniele (chitarra acustica)
Vito De Lorenzi (tamburello e percussioni)
Gianluca Paglialunga (tamburello)
Claudio Pusterla (tamburello)
Laura Nascosto (cucchiai).

Settembre 20, 2018
di Mauro De Filippis
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Molly Malone

Questo come si intuisce facilmente, non è un brano salentino. In realtà non è neanche italiano ma proviene dalla tradizione irlandese.
Lo cito in questo blog perchè è stato interpretato e rivisitato dal gruppo AriaFriscA.
Il brano presente come bonus track nell’album “La strada delle Rose” del 2009 è stato utilizzato come colonna sonora del cortometraggio “Fimmine Fimmine” di Michele di Lonardo.

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Gruppo Radici - Alliste 28/08/2018

Agosto 31, 2018
di Mauro De Filippis
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Radici ad Alliste

Può capitare in una sera di fine agosto di passeggiare in una piazza di un piccolo centro del sud salento, “Alliste”, e di vedere un gruppetto di “ragazzi” un pò attempati che su un palchetto abbastanza improvvisato, intonino alcuni dei canti e delle melodie che da sempre accompagnano gli amanti della musica popolare salentina.

Canti che abbiamo sentito e risentito un po in tutte le salse dai più svariati artisti “popolari”.

Canti che, alcuni dei quali, sono proprio nati grazie a quei “ragazzi” e molti altri sono stati da loro riportati alla luce. Continua a leggere →

Carmen Consoli maestra concertatrice

Maggio 11, 2016
di Mauro De Filippis
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Ufficiale, Carmen Consoli maestra concertatrice della Notte della Taranta 2016

Qualche settimana fa era stata data una notizia non ufficiale sulla possibilità che la cantante siciliana potesse prendere le redini della grande orchestra popolare salentina che scalderà la Notte della Taranta di quest’anno.

Ora c’è la conferma ufficiale : Il 27 agosto nel piazzale dell’ex convento degli agostiniani a Melpignano l’orchestra della Notte della Taranta avrà Carmen Consoli come Maestra Concertatrice. Continua a leggere →

Carmen Consoli Notte della Taranta 2016

Aprile 6, 2016
di Mauro De Filippis
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Carmen Consoli probabile maestro concertatore della Notte della Taranta 2016

Potrebbe essere Carmen Consoli il prossimo maestro concertatore della Notte della Taranta 2016. Ancora non c’è l’ufficialità ma ci sarebbe l’accordo tra la “cantantessa” siciliana e l’organizzazione della «Notte» di Melpignano.

Per l’annuncio ufficiale, dunque, bisognerà aspettare la conferenza stampa di presentazione dell’evento simbolo dell’estate salentina, in programma a Roma nei prossimi giorni.

Dopo un lungo elenco di grandi artisti che si sono avvicendati nel ruolo di Concertatore tra i quali citiamo Mauro Pagani, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Giovanni Sollima e lo scorso anno Phil Manzanera , l’artista siciliana sarebbe la prima donna a dirigere l’orchestra popolare.

Carmen Consoli in realtà ha già calcato il palco di Melpignano ben 10 anni fa quando a dirigere l’orchestra era Ambrogio Sparagna ma figurava tra gli ospiti Big affianco a Lucio Dalla, Buena Vista Social Club, Peppe Servillo e Lucilla Galeazzi. Continua a leggere →

Flit, da cui deriva il termina salentini Fritti

Ottobre 15, 2015
di Mauro De Filippis
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Fritti, Frittare, Pompa de lu fritti

Chi nel salento non ha mai usato, o per lo meno sentito usare il termine “Fritti“, o “Frittare” per indicare rispettivamente la bottiglietta di insetticida e il gesto stesso di utilizzare la bomboletta di una qualsiasi marca di insetticida.

Con il termine Fritti infatti si intende proprio l’insetticida mentre il verbo Frittare indica appunto il gesto di disperdere l’insetticida nell’aria. Continua a leggere →