Mujerima pe la musica è pazza pazza
Mujerima pe' la musica è pazza pazzae n'ura senza musica no' pò sta'. E mò passa lu brigadier…
Un tamburello inizia a fare una terzina, ..poi un'altro , poi arriva una fisarmonica e qualcuno intona "....e lu santu paulu meu te le tarante..." si crea la ronda e la festa (ri)comincia...
Mujerima pe' la musica è pazza pazzae n'ura senza musica no' pò sta'. E mò passa lu brigadier…
Scusati signori della nostra compagnia
Simu vinuti quai cu cantamu na poesia
Scusati amici cari, tutti l’ommini nu su pari
c’è li lunghi c’è li curti c’è li belli e c’è li brutti
Può capitare in una sera di fine agosto di passeggiare in una piazza di un piccolo centro del sud salento, “Alliste”, e di vedere un gruppetto di “ragazzi” un pò attempati che su un palchetto abbastanza improvvisato, intonino alcuni dei canti e delle melodie che da sempre accompagnano gli amanti della musica popolare salentina.
Canti che abbiamo sentito e risentito un po in tutte le salse dai più svariati artisti “popolari”.
Canti che, alcuni dei quali, sono proprio nati grazie a quei “ragazzi” e molti altri sono stati da loro riportati alla luce.
Qualche settimana fa era stata data una notizia non ufficiale sulla possibilità che la cantante siciliana potesse prendere le redini della grande orchestra popolare salentina che scalderà la Notte della Taranta di quest’anno.
Ora c’è la conferma ufficiale : Il 27 agosto nel piazzale dell’ex convento degli agostiniani a Melpignano l’orchestra della Notte della Taranta avrà Carmen Consoli come Maestra Concertatrice.
Potrebbe essere Carmen Consoli il prossimo maestro concertatore della Notte della Taranta 2016. Ancora non c’è l’ufficialità ma ci sarebbe l’accordo tra la “cantantessa” siciliana e l’organizzazione della «Notte» di Melpignano.
Per l’annuncio ufficiale, dunque, bisognerà aspettare la conferenza stampa di presentazione dell’evento simbolo dell’estate salentina, in programma a Roma nei prossimi giorni.
Dopo un lungo elenco di grandi artisti che si sono avvicendati nel ruolo di Concertatore tra i quali citiamo Mauro Pagani, Ludovico Einaudi
, Goran Bregovic, Giovanni Sollima e lo scorso anno Phil Manzanera
, l’artista siciliana sarebbe la prima donna a dirigere l’orchestra popolare.
Carmen Consoli in realtà ha già calcato il palco di Melpignano ben 10 anni fa quando a dirigere l’orchestra era Ambrogio Sparagna ma figurava tra gli ospiti Big affianco a Lucio Dalla, Buena Vista Social Club, Peppe Servillo e Lucilla Galeazzi.
Usata in
..Quannu era zitu ieu, tuttu turnisi,
mò ca m’aggio spusatu su rimastu senza causi
oppure ancora in
E lu sule calau li risi
mena patrunu damme li turnisi.
E’ abbastanza noto il significato.
Chi nel salento non ha mai usato, o per lo meno sentito usare il termine “Fritti“, o “Frittare” per indicare rispettivamente la bottiglietta di insetticida e il gesto stesso di utilizzare la bomboletta di una qualsiasi marca di insetticida.
Con il termine Fritti infatti si intende proprio l’insetticida mentre il verbo Frittare indica appunto il gesto di disperdere l’insetticida nell’aria.
I termini di oggi sono presi tutti da un canto molto famoso, Fimmine Fimmine, un canto di lavoro e di denuncia delle condizioni delle “tabacchine” e delle condizioni di lavoro delle donne in generale.
La lavorazione del tabacco era fondamentalmente compito delle donne, il lavoro era in gran parte manuale e per la foglia del tabacco c’era bisogno di mani esperte, veloci, abili e fini, come quelle delle donne e spesso anche dei bambini.
Le foglie raccolte venivano trasportate in dei teli chiusi a “fagottino” detti “mante” e “cucite” insieme fino a costituire delle “collane” della lunghezza di circa un metro. Così organizzati venivano poste su delle strutture di legno per la fase successiva.
In molte delle pizziche cantate nelle ronde si sente spesso la frase
“Nazzu nazzu nazzu la paparina cu lu lapazzu
ca senza lu lapazzu la paparina ci me lu fazzu”
che grossolanamente vuol dire
“Nazzu nazzu nazzu la paparina con il lapazzu
senza lapazzu cosa me ne faccio della paparina“
oppure ancora
“la mamma la cucina lu lapazzu e la paparina“
abbastanza comprensibile.
Da oggi sul sito sarà presente una nuova categoria di articoli.
Sia nei canti, e sia nel comune parlato, a volte si incontrano dei termini di cui non si capisce la provenienza.
Molto spesso si tratta di parole che derivano da altre lingue, altre volte invece si tratta di parole che derivano dall’uso comune di oggetti, o da gesti, o da attività che magari oggi non ci sono più.
Rimangono però i termini che a volte sembrano senza senso. In questa categoria cercheremo di capire il perché di molti termini.
Ovviamente non essendo un professore ne avendo un’età tale da ricordare parole ormai in disuso, cercherò di postare solo cose di cui sono sicuro e accetto qualsiasi indicazione e suggerimento.
Tata nu basta chiui
quiddhu ca m’hai dittu
mpegnate suda e fatia
pueti avire tuttu
“Ci balla cu la zappa nu more mai, ca lu sudore ntra la terra scusa li peccati d'amore.”
ANTICO DETTO DEI TERRAZZANI